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10 motivi per non esplorare la Via della Seta in moto

L’idea di esplorare la Via della Seta in moto, negli ultimi anni, sembra essere diventato il sogno proibito di un grandissimo numero di motoviaggiatori. Che si tratti di avventurieri navigati, o di esploratori alle prime armi, il fascino di quella parte di mondo non sembra lasciare indifferente proprio nessuno.

Ed è facile capire perché: seguendo sui social le esperienze di persone che ammiriamo, il desiderio di imitarli nasce spontaneo. Anche noi iniziamo a nutrire il desiderio di dirigere le nostre ruote verso est perché quello che abbiamo visto, attraverso i racconti di chi è passato prima di noi, è davvero straordinario. Paesaggi lunari, deserti, città antiche, che sembrano uscite da uno dei racconti de “Le mille e una notte”…

Ma davvero, esplorare la Via della Seta in moto, è solo fascino, esotismo e paesaggi spettacolari? No, non lo è. Ed è per questo motivo che dovreste continuare a leggere, scoprendo i motivi per i quali dovreste pensaci due volte, prima di esplorare la Via della Seta in moto.

 

1. Serve tempo. Tanto tempo.

Più tempo di quello che generalmente avremmo a disposizione. Un percorso di questo tipo – vista anche la complessità storica dei luoghi da attraversare, che merita di essere compresa – non può essere affrontato in quattro e quattr’otto. 3 settimane non bastano, per esplorare la Via della Seta in moto, anche se molti viaggiatori l’hanno già fatto.

Il risultato? Si finisce per correre da un luogo all’altro, senza concedersi il tempo necessario per lasciar sedimentare la strada fatta, e quello che si è conosciuto.

Kara-Kul
Kara-Kul, lungo la M41 che da Murghab conduce a Sary Taš.

2. Le temperature, in estate, sono tremende

Inutile girarci intorno: in estate, soprattutto in Uzbekistan, si muore di caldo. Ma già in Turchia, da giugno in poi, le temperature superano facilmente i 35°, e la cosa non migliora di certo strada facendo. I 45° in Uzbekistan, con l’abbigliamento da moto, significa almeno 50° percepiti. Persino l’acqua, versata all’interno del completo in cordura per inzuppare la t-shirt, impiegava pochissimi minuti ad asciugarsi…

Un dato di fatto che va tenuto in considerazione, se decideste di esplorare la Via della Seta in moto.

Scegliere un altro periodo dell’anno? La primavera, magari? Come ci racconta il mio caro amico Daniele Donin, che è partito per l’Asia Centrale nel mese di aprile, il rischio è di trovare ancora neve, soprattutto in Tajikistan. D’altronde stiamo parlando della seconda strada più alta al mondo, dopo la Karakorum Highway, in Pakistan.

“Le strade e i giorni” di Daniele Donin con Tajikistan sullo sfondo

3. Non è estremamente a buon mercato

In generale un viaggio in Asia Centrale può non avere dei costi astronomici: stiamo sempre parlando dell’est del mondo, e con un minimo di furbizia si può esplorare la Via della Seta in moto anche con un budget non stellare. Però va considerato il fatto che questa zona, da qualche anno, si sta aprendo al turismo internazionale, e le conseguenze iniziano a vedersi. Le strutture ricettive hanno iniziato ad alzare i prezzi, e soprattutto nelle zone più isolate (come lungo la Pamir Highway) non c’è molta scelta. Un posto letto in una guest-house molto, molto spartana, può costare anche 25-30 dollari.

Ovviamente tutto va valutato in proporzione al vostro budget generale, ma essendo zone impervie e desolate è anche facile capire come mai i costi lievitino. Per quanto riguarda l’Uzbekistan, l’offerta è decisamente ampia, ma se volete una struttura di un certo tipo dovete essere pronti a pagare.

Langar

4. Benzina, questa sconosciuta

Questa è una delle cose fondamentali da tenere in considerazione quando si pensa all’idea di esplorare la Via della Seta in moto. In Uzbekistan non esistono stazioni di rifornimento, e dovrete procurarvi la benzina che vi serve al mercato nero. Che sembra molto poetico, ma nella realtà dei fatti lo è poco.

Finirete per bussare alle porte delle case, chiedendo ai proprietari se possiedono del combustibile e se possono vendervelo. Probabilmente vi diranno di sì, e nel giro di pochi minuti vi ritroverete con il serbatoio pieno (o quasi, perché potrebbero non accettare di vendervi tutta quella che hanno). Ma fate in modo di munirvi di un buon filtro benzina, perché nel 99% dei casi li vedrete arrivare con vecchie bottiglie di Coca-Cola piene di uno strano liquido che vira spaventosamente al trasparente.

[Fate un grosso respiro e poi girate la chiave nel blocchetto dell’accensione. Sì, quello strano rumore che sembra venire da una catena lassa in realtà è dovuto alla pessima benzina 80 ottani che avete appena fatto bere al vostro fidato mezzo].

5. Un paesaggio a volte desolante

Sebbene venga spesso dipinta come l’avventura definitiva, esplorare la Via della Seta in moto non è sempre tremendamente eccitante. Mettici la temperatura che si avvicina paurosamente a quella del nucleo del sole, e le centinaia di chilometri di deserto e desolazione fra una città e l’altra, in Uzbekistan, ed è facile capire come mai vi stia dicendo questo.

Perché è così: spesso non vedrete niente per centinaia di chilometri, solo sabbia, cammelli e buche che potrebbero riservarvi qualche scherzetto non troppo piacevole.

cerchio moto piegato in Russia
In Russia, guidando in direzione del Kazakistan, ho preso una buca con la moto carica: questo è stato il tragico risultato.

 

6. Serve essere pronti a tutto

In un viaggio di questo tipo, oltre ai probabili momenti meravigliosi, vi troverete sicuramente a vivere situazioni poco piacevoli, e inaspettate.

Come un attacco di cavallette, nel bel mezzo della steppa russa.

 

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Il viaggio a lungo termine è quella cosa che ti fa chiedere se faccia più schifo l’odore dei tuoi pantaloni da moto dopo 40 giorni di sudore o la pioggia di cavallette che hai cercato di evitare nascondendoti dietro al cupolino, fallendo miseramente. #travelling 🌏 #drivingeast 🌐🏍 #russia 🇷🇺 . . . #advrider #advlife #whyweride #womenoverlandingtheworld #overlanding #wearetravelgirls #girlswhoride #lifeofadventure #lifewelltravelled #travelandleisure #beyondthewanderlust #travel #adventuretime #ladybikers #lady #moto #motorcycle #motorbike #adventuretime #globetrotter #instamoto #instabike #instagirl #missbiker #travelphotography #travelblogger #adventurevisuals #bikerchick

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7. La realtà supera l’immaginazione…

Perché potrai anche esserti informato, aver guardato video, ascoltato racconti di chi ci è passato prima di te… ma esplorare la Via della Seta in moto sarà ben più difficile di quello che avevi immaginato. Soprattutto per quanto riguarda la guida su terreni dissestati: in Pamir basta della pioggia per ribaltare completamente la situazione, e rendere il percorso una vera e propria roulette russa.

Caduta in moto

 

8. …e a volte le aspettative sono troppo alte!

Alcuni luoghi dei quali hai sentito tanto parlare potrebbero deluderti o non essere all’altezza delle aspettative che avevi nutrito. Un esempio, per mia esperienza personale? Il cimitero delle navi di Moynaq, sul lago d’Aral (Uzbekistan). Un luogo significativo, ma che mi ha lasciato uno strano senso di “disatteso”.

CB500X a Moynaq Moynaq cimitero delle navi a Moynak

 

9. Paese che vai, toilette che trovi

Quando ci si mette in mente l’idea di esplorare la Via della Seta in moto bisogna armarsi di coraggio anche per quanto riguarda le condizioni igienico-sanitarie. È importante partire preparati per una totale assenza di comodità, e spesso anche per una totale assenza di privacy.

Il segreto per sopravvivere ai WC centroasiatici? Strappa una salviettina umidificata a metà, poi arrotola  i due pezzi singolarmente e infilali nelle narici.

Toilette lungo la Pamir Highway

 

10. Monotonia, coriandolo e aneto

Una volta varcata la soglia della grande regione dell’Asia Centrale l’offerta alimentare tende a non variare particolarmente. I piatti che vanno per la maggiore sono:

  • Laghman, nella versione più o meno brodosa. È un piatto a base di tagliatelle (molto simili ai ramen), carne di agnello e verdure.
  • Shaslik, spiedini di carne che sono un vero e proprio cavallo di battaglia dalla Turchia in poi.
  • Manty, grandi e gustosi ravioli al vapore.
  • Plov, una sorta di grande “risotto” sempre a base di carne e verdure.

Visti gli ingredienti principali dei piatti più diffusi credo che, in Asia centrale, i vegetariani potrebbero avere qualche difficoltà a trovare del cibo adatto a loro.

Così come potrebbe avere qualche difficoltà chi odia aneto e coriandolo, come me. Sono ovunque, e riuscire a spiegare di non inserirlo all’interno della pietanza che abbiamo appena ordinato potrebbe risultare un’impresa decisamente impossibile.

Guida e Cuoco, trekking da Arslanbob

Sosta pranzo durante il trekking

Si cucina sul fuoco
Durante le 48 ore di trekking partendo da Arslanbob io e Franziska, compagna di scalata conosciuta a Osh, avevamo con noi anche una guida e un cuoco, che hanno sempre cucinato per noi.

 

Ora che vi ho elencato le 10 ragioni che dovrebbero farvi passare la voglia di esplorare l’Asia Centrale in moto, avete improvvisamente voglia di andare altrove?

Spero di no!

Perché nonostante tutto è un viaggio straordinario, che merita di essere vissuto in modo estremamente personale. È vero, le difficoltà sono oggettive e le incognite infinite, ma almeno una volta nella vita bisognerebbe buttarsi in qualcosa di sconsiderato, scomodo e difficile. Una volta capiti i buoni motivi per i quali dovreste evitare di esplorare l’Asia Centrale in moto, il mio cuore desidera che sappiate trovarne altrettanti, invece, per farlo.

Sono certa che non ve ne pentirete.

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Yaxshi sayohat!

 



 

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