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come organizzare un viaggio in moto

Come organizzare un viaggio in moto

Qualche giorno fa ho pubblicato su Instagram una storia nella quale mi mostravo intenta nello studio di una cartina. Con il computer aperto di fronte a me, e la pagina di My Drive lanciata (che mi permette di consultare le tracce GPX e poi inviarle al mio Tom Tom Rider 550), stavo riportando sulla mappa cartacea dell’Albania l’itinerario della Trans Euro Trail che, da qualche di tempo, sto fantasticando di percorrere con la mia Honda CRF250L. Una scena piuttosto comune, per me, ma che ha comunque destato qualche curiosità. Nel corso delle ore successive ho ricevuto alcuni messaggi, da parte di persone interessate a scoprire come faccio, in pratica, a organizzare un viaggio in moto. Cosa avviene prima della partenza, quali elementi tengo in considerazione e quanto, del mio itinerario, viene già stabilito.

Per questa domanda, purtroppo, non esiste una risposta univoca, però voglio cercare di analizzare con voi le diverse possibilità e soluzioni. Raccontandovi il mio approccio, le mie scelte, e il mio modo di concepire l’avventura su due ruote.

Ognuno viaggia a modo suo

Per poter fare esempi concreti vi parlerò di quella che è stata la mia esperienza nel corso di questi 4 anni di viaggi in moto: esperienza che è frutto di scelte, e per questo strettamente personale. Frutto di un modo di concepire il viaggio che può anche non essere condiviso ma che, per le mie esigenze, risulta la soluzione migliore.

Ogni persona sceglie di esplorare il mondo secondo i propri gusti, secondo le proprie possibilità e inclinazioni. C’è chi che per un viaggio in Spagna di 20 giorni, e lungo 6.000 chilometri, arriva a spendere 3.000 euro, e chi per 37 giorni in Nord Europa, in un viaggio di 11.500 chilometri, ne spende appena 1.500.

Dipende tutto dal modo in cui si vede la vita, e di conseguenza il viaggio, e va benissimo così. Però questo non autorizza a puntare il dito, ad accusare i viaggiatori sul lungo raggio di godere di fortune nascoste, e di essere dei privilegiati.

Una volta sono stata accusata, sulla mia pagina Facebook, di essere una figlia di papà. Ovviamente ho risposto a modo mio, allora, ma anche oggi colgo l’occasione per ribadire un concetto che reputo davvero importante.

Sei libero di viaggiare godendo di ogni comfort, ma non pensare che questa sia l’unica via percorribile.

Chi viaggia per mesi, quasi sempre, vive l’avventura in maniera molto diversa, molto più spartana. Ed è questo a renderla sostenibile.

Fatta questa doverosa premessa, e avendovi fatto capire di più come io ho deciso di pensare i miei viaggi… Iniziamo!

Quando, dove e come

Il 20 giugno ho condiviso un nuovo post del blog, nel quale vi raccontavo del mio programma di partire per un viaggio verso Albania, Grecia e Bulgaria durante il mese di ottobre, e idealmente fino a fine anno.

Una scelta limitata geograficamente, e che nella parte finale, verso la Bulgaria, sarà decisa giorno per giorno secondo la situazione climatica (potrebbe già essere inverno), ma che in linea di massima mi potrebbe portare a percorrere circa 7.000 chilometri. Forse meno, forse di più, a seconda di quello che vorrò fare. A seconda delle decisioni prese lungo il percorso, e delle possibilità e occasioni che incontrerò.

Sarà un viaggio molto libero, molto all’avventura… ed è qui la facilità. È difficile organizzare un viaggio in moto quando il tempo a disposizione è  limitato, e quando si vogliono percorrere migliaia di chilometri in pochi giorni. È molto più semplice invece, partire senza grandi pensieri e costruirsi l’avventura man mano che si avanza, lentamente.

Fra un viaggio e l’altro possono esserci grandi differenze, dovute anche solamente alla meta scelta: il viaggio in Asia Centrale, ad esempio, ha richiesto un’organizzazione ben diversa rispetto a quella, praticamente inesistente, che sto adottando ora. Il fatto di dover richiedere visti, e di doverne rispettare le tempistiche di entrata e uscita, esigeva una tabella di marcia non troppo flessibile. In quel caso il percorso era stato studiato con grande attenzione, navigatore e mappe alla mano, e messo su carta come promemoria.

Organizzare un viaggio in moto del genere comporta difficoltà certo maggiori, anche durante il viaggio stesso. Bisogna prevedere giorni cuscinetto per gli imprevisti, non esagerare con il chilometraggio giornaliero… perché non potrai mai sapere, ad esempio, quanto tempo impiegherai a percorrere 70 chilometri.

(Fra Kazakistan e Uzbekistan quei 70 chilometri li percorrerai in più di 3 ore, compreso di caduta sulla sabbia e foratura di una tanica supplementare di benzina da 10 litri, N.d.r.)

Nonostante tutto, però, anche un’esperienza più semplice, che può essere organizzata senza grandi patemi d’animo, necessita di un minimo di preparazione, e di certezze. In grado di rendere il salto nel buio meno spaventoso, e di fornirci gli strumenti giusti per godercelo al meglio.

Il budget

La definizione della cifra che avremo a disposizione è un passo importante. Sarà lei a decretare la durata del nostro viaggio avventura, a seconda del budget giornaliero che ci prefisseremo.

Per il mio viaggio verso sud ho deciso che questo budget sarà di 3.000 euro per 3 mesi (e cioè poco più di 30 euro al giorno). Una cifra che mi permetterà di stare tranquilla e pronta ad affrontare qualunque cosa mi capiterà durante il percorso, anche se l’obiettivo sarà spendere molto, ma molto meno di 1.000 euro al mese. E così, magari, allungare l’avventura ancora un po’.

Ma come riuscirci?

La moneta più preziosa è il tempo

Quando ho iniziato a pensare di organizzare un viaggio in moto, alla fine del mio contratto lungo a Disneyland Paris, mi sono resa conto di trovarmi in un momento privilegiato della mia vita. Nel quale ogni cosa è nelle mie mani, non ho preoccupazioni e responsabilità, se non quella di badare a me stessa e di prendermene cura nel miglior modo possibile. È quindi questo il momento di esaudire ogni desiderio, e vivere tutte le avventure che desidero.

L’idea di provare l’esperienza di un Workaway mi frullava nella testa già da molto, moltissimo tempo, così ho deciso che questa sarebbe stata la volta buona.

Ma come funziona?

Semplice: Workaway è una piattaforma che mette in comunicazione viaggiatori e persone (che siano gestori di ostelli, proprietari di farm, qualunque tipo di realtà, insomma!) che hanno bisogno di una mano per far funzionare la propria attività.

In cambio di qualche ora di lavoro al giorno (di solito massimo 5) al viaggiatore viene offerto alloggio e spesso anche il vitto, permettendogli di vivere un’esperienza unica, di contatto con altre persone e gli abitanti del luogo che sta esplorando, ammortizzando anche i costi del viaggio. Una soluzione perfetta per chi vuole fermarsi un po’ in un luogo, e viverlo davvero come un locale… che è un po’ quello che desidera la maggior parte dei viaggiatori sul lungo periodo.

Perché non c’è interesse nel correre, quando si ha più tempo a disposizione. Quello che fa la differenza è come vivi, e quello che incontri durante il percorso.

Per la mia avventura in Albania, Grecia e Bulgaria già adocchiato delle soluzioni che mi potrebbero interessare, soprattutto in Grecia dove desidero restare un po’ di più: fra qualche mese inizierò a mandare le richieste, nella speranza abbiano posto per me e siano disposti ad accogliermi.

Se tutto andrà bene, questo mi permetterà di risparmiare moltissimo e abbassare nettamente il mio budget giornaliero.

E quando sarò in movimento?

Fra un’esperienza in Workaway e l’altra, ovviamente, l’idea è di esplorare il più possibile. Come non spendere una fortuna, però?

Semplice: nei giorni in viaggio campeggerò (anche liberamente, dove possibile e sicuro), chiederò ospitalità tramite Couchsurfing (un sistema perfetto per vincere la timidezza, e che ho già testato diverse volte, soprattutto durante il mio viaggio zaino in spalla in Scozia!) e per il cibo mi organizzerò in maniera autonoma.

Basta un fornello, una bombola e il proprio kit di pentole viaggio, per essere indipendenti, anche a 3mila metri di quota, la sera prima dell’ascesa al Monte Emilius. Io, di kit, uso questo!

 

È proprio questo approccio a fare una sostanziale differenza nella quantità di denaro spesa: scegliere di campeggiare, o adottare soluzioni diverse rispetto a quella del classico albergo, e cucinarsi i pasti in autonomia, permette di abbassare il budget giornaliero drasticamente.

In un giorno spendo la metà? Vuol dire che posso viaggiare il doppio!

E poi vogliamo mettere la bellezza di conoscere persone, e fare la spesa al marcato? È così che si viene in contatto con la vera natura del luogo che stiamo attraversando. Non limitiamoci a grattare la superficie, se possiamo scavare a fondo.

Mappe cartacee e Tom Tom Rider 550

Durante il viaggio farò guidare dalla mia accoppiata preferita: mappe cartacee, che non mentono mai (a parte quando sbagli a leggerle! 😄) e non si scaricano, e il mio navigatore da moto Tom Tom Rider 550.

Prima della partenza (e a seconda dei Workaway che andrò a fare, che definiranno buona parte delle destinazioni) mi studierò l’itinerario sulla mappa, facendo una stima di distanze e tempi di percorrenza e comunicando poi la traccia al navigatore. Il Tom Tom Rider 550 sarà ancora più utile una volta salita in moto, visto che ogni giorno mi guiderà verso la destinazione prescelta evitandomi di sbagliare.

Ecco come mi muovo quando devo organizzare un viaggio in moto. Nessun segreto particolare, in realtà: c’è solo tanta voglia di scoprire e vivere all’avventura, godendo al massimo del tempo che ho a disposizione.

E voi, cosa fate quando dovete organizzare un viaggio in moto? Pianificate ogni tappa in maniera meticolosa, oppure vi buttate nella scoperta selvaggia?

Sono curiosa di leggere delle vostre esperienze, e nel frattempo… lasciatevi guidare dal vento.🍃 E non sbaglierete mai.

Buon viaggio!



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