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«È già divenuto la nostra casa lontana»

Mai come in questo periodo ho messo a fuoco che stare bene è tutta questione di accoglienze, e di prospettive. E allora ho iniziato a tenermi stretto chi mi rende felice a braccia aperte, chi mi apre le porte e chi si lascia guidare dalla bellezza del semplice stare insieme.

Come la mia amica Miriam – che ho conosciuto quasi tre anni fa a Copenaghen, per una fortunata coincidenza del destino -, e da allora è sempre pronta a condividere un pezzo di percorso con me.

Ovunque siamo in Italia, o nel mondo, il segreto è cercarsi, muoversi verso le reciproche direzioni e trovare un punto di incontro.

«Tu sei l’ospite, tu scegli dove andare»

Quando, poco dopo il mio arrivo a Udine, mi ha detto questa frase, avevo un’idea già ben chiara nella testa. Volevo tornare al castello di Miramare: si trovava a pochi chilometri dalla nostra base, le previsioni meteo erano splendide e avevamo un’intera giornata a disposizione.

Così siamo salite su di un treno che, in poco più di un’ora, ci ha condotte a Trieste. Da lì a Miramare bastano poche fermate di un altro convoglio (in linea d’aria tornando indietro, sulla tratta che conduce al Tarvisio) o di bus lungo la strada litoranea.

Già dopo aver mosso i primi passi nei giardini del castello si capisce di essere approdati in un luogo speciale: il verde accoglie i visitatori, riempie il silenzio e in cambio offre riparo dal calore del sole. Avvolge tutto lo scenario e prepara gli occhi alla meraviglia: il castello emerge solo alla fine del bosco, e si staglia contro un selciato che sembra catturare la luce del sole e rifletterla in mille particelle d’oro. Che saltano verso l’alto, fanno brillare quel luogo carico di magia e poi si buttano nel mare.

Le storie che vorticano attorno alla meravigliosa residenza di Miramare sono moltissime, e tutte tremendamente affascinanti. Spesso infelici, come solo le storie dei grandi regni sanno essere, ma non per questo meno suggestive.

Massimiliano d’Asburgo – Lorena ideò il castello a picco sul mare per consacrare a queste terre una vita fatta di ritiro, amore, studio e ricerca.

Grandissimo viaggiatore, appassionato di esotismo e luoghi lontani, a Miramare aveva progettato il proprio paradiso famigliare. Era qui che avrebbe voluto rifugiarsi, insieme all’amatissima moglie Carlotta del Belgio, per condurre un’esistenza serena, lontana dalle difficoltà della corte di Vienna.

La sorte, però, non ha voluto questo per loro – e la storia lo testimonia -, ma quello che ci resta è un luogo straordinario, nel quale sono condensate tutte le cose belle del mondo. Il profumo della natura, lo sciabordìo delle onde e l’eleganza di giorni da dedicare all’amore. Per una persona cara, e per tutto quello che ancora c’è da scoprire.

O Miramare, a le tue bianche torri
attedïate per lo ciel piovorno
fósche con volo di sinistri augelli
vengon le nubi.

O Miramare, contro i tuoi graniti
grige dal torvo pelago salendo
con un rimbrotto d’anime crucciose
battono l’onde.

Giosuè Carducci, “Miramar” dalle “Odi Barbare”

credits Photopivo

Massimiliano non riuscì a tornare vivo dal Messico, dove il suo ruolo di imperatore venne contrastato fino al tragico epilogo.

La sfinge, che domina il molo dai cui il giovane imperatore e la consorte erano partiti a bordo della fregata “Novara” in direzione delle Americhe, è da allora considerata simbolo di presagi funesti, e di sorti disgraziate. 

Dal suo affaccio sul blu, con gli occhi puntati verso orizzonti lontani, la donna-leone di Miramare osserva l’arrivo di visitatori, conquistatori e stranieri e resiste implacabile allo scorrere del tempo. Nell’attesa, forse, di tornare a casa, fra le sabbie del deserto.

Curiosità e altre informazioni su Miramare
  • Lo sapete che all’interno del castello sono custoditi due quadri che ritraggono due dei miei personaggi storici preferiti in assoluto? Indovinate chi sono!
  • Il biglietto di ingresso al castello, a tariffa piena, costa 12 euro. La prima domenica del mese, però, l’ingresso è gratuito per tutti i visitatori.
  • Il castello è facilmente raggiungibile anche senza mezzi propri dalla Stazione Centrale di Trieste, e il tragitto in treno è più rapido rispetto a quello in bus.
  • Fino al 30 dicembre 2018, con il biglietto di ingresso al castello, avrete possibilità di visitare anche la mostra “Massimiliano e Manet”, allestita nelle vecchie scuderie, sulla strada che conduce al parcheggio per le autovetture. Breve, ma interessantissima e molto scenografica!

«Il mare è sempre attraente. Perché i suoi confini e le sue profondità non sono raggiungibili dall’occhio. Perché è un corpo unico. Ma ha le sue infinite gocce, i suoi milioni di onde»

Questa frase, così come quella scelta per il titolo del  post, sono tratte da alcune lettere scritte da Massimiliano alla moglie Carlotta. 

E voi, avete mai visitato questo luogo straordinario? Fatemelo sapere nei commenti!

 



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