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Il futuro è un mare di possibilità e sogni

Ormai ci siamo davvero: mancano solo 2 settimane alla fine del mio contratto a Disneyland Paris e non posso che continuare a pensare a quanto questa parentesi di vita sia trascorsa velocemente. All’impressione, indecifrabile, di essere arrivata solo ieri e poi a quella fuggevole che, invece, mi fa vivere con la sensazione di essere qui da anni.

Non lo so spiegare, come mi sento all’idea che il 1 ottobre lascerò Parigi. Triste, inizialmente, perché quanto ho scritto su di lei nel corso di questi mesi è tutto vero. Parigi, per me, è e sarà sempre la città più bella del mondo, il luogo che conosco come le mie tasche e del quale ho infinite storie da raccontare. Che non sono fatte solo di aneddoti e curiosità, ma sono basate su una geografia, su un mondo che ho ormai impresso nella testa e nell’anima. Parigi sarà sempre la mia casa, e il luogo al quale tornare quando sarò in cerca di certezze, e questa volta la saluto senza macigni sul cuore.

Nel 2017, quando me ne sono andata l’ultima volta, avevo preso una decisione e sentivo di star vivendo un addio definitivo. Ero consapevole, perché ferma nel mio proposito, ma con l’anima in pezzi. Perché probabilmente, dentro di me, non era ciò che volevo e lo vedevo come una forzatura, anche se ancora non l’avevo capito.

Oggi invece le cose sono diverse, perché il futuro è qualcosa di fluido e ha smesso di terrorizzarmi. Anzi,  mai come ora è sembrato un così grande mare di possibilità e occasioni, e io non vedo l’ora di coglierle tutte.

Questi 6 mesi erano quello di cui avevo bisogno per ricordarmi come si respira, e non mi sono mai pentita un secondo della mia scelta di lasciare un lavoro a tempo indeterminato in Italia per tornare qui, a vivere con leggerezza e un sorriso che avevo perso da tempo.

Cosa farai dopo?

La verità è che non lo so, e forse il bello e proprio questo. Mi sto guardando intorno, sto sondando il mercato del lavoro e sono aperta a tutte le possibilità che il mondo potrebbe offrirmi. Perché so che il tempo per vivere è questo, e che non esiste un’esistenza di riserva.

Essere liberi, senza responsabilità e padroni unicamente dei propri sogni è una sensazione inebriante: un giorno sondo gli annunci di lavoro in una grande città degli Stati Uniti, l’altro rispondo ad un’interessantissima candidatura in Svizzera, pensando a quanto mi piacerebbe trasferirmi nella piccola nazione in cui la mia passione per le montagne e la mia integerrimità vivrebbero una vita serena e appagante.

Chi mi dice che non lo posso fare, o che sono sogni troppo ambiziosi? Non lo sono affatto, perché io sono giovane e voglio guardare al tempo che verrà senza il terrore dell’incertezza. Sì, probabilmente sarà dura ricostruirsi per la centesima volta, ma che noia rimanere fermi in se stessi, che brutto avere paura di quello che ancora non esiste.

Preferisco pensare di avere gli strumenti per costruire tutto quello che desidero, mettendoci impegno e caparbietà. Mettendoci tutto quello che ho imparato in 27 anni, e poi anche tutta la forza che mi sono costruita in questa città a quasi mille chilometri da casa.

Chi lo sa dove sarò fra poche settimane, fra pochi mesi… Magari sarò molto, molto lontana, magari invece sarò di nuovo qui, a contemplare ancora una volta tutte queste luci. Non ho certezze, se non quella di avere gli strumenti necessari per realizzare tutti i miei sogni, e per ora, per essere felice, non ho bisogno di altro.

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