«La Morini è la continuazione del mio cuore» - La bionda sulla Honda
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«La Morini è la continuazione del mio cuore»

Ho conosciuto Ilaria Gelain più di un anno e mezzo fa, ormai. Inizialmente nata su Instagram, dove sono incappata nel suo profilo quasi casualmente, nei mesi che hanno preceduto la prima edizione del Women Motors Bootcamp, la nostra amicizia è poi sfociata anche nell’offline. Sono molto orgogliosa, quindi, che abbia accettato di rispondere alle mie domande. E di raccontare il suo amore per la Moto Morini.

Ilaria Gelain: dalle moto depoca a Miss Morini

Come è nata la passione per le due ruote?

Credo che tutto abbia avuto inizio quando ero bambina, e andavo nel garage della nonna per ammirare il suo Piaggio Ciao. Per me era bellissimo, con i suoi cerchi a raggi e i pedali ai quali arrivavo solo con le punte dei piedi. Mentre giravo con la mano la ruota posteriore fantasticavo su quanto mi sarebbe piaciuto essere una motociclista. Libera di viaggiare, spensierata.

Ilaria Gelain

Perché proprio le moto d’epoca?

Mi sento una custode del motociclismo anni ’70, in particolare di marchi italiani che, all’epoca, hanno fatto sognare migliaia di persone. Mi affascinano le linee semplici ed eleganti, l’essenzialità, lo sviluppo e la ricerca effettuata. Un mondo che ad oggi non va di moda fra i giovani, ma che unisce le generazioni.

Per me, insomma, hanno un fascino imbattibile. Sarà per questo che nel settembre del 2012, dopo averlo visto in un carro pieno di scatole e oggetti arrugginiti, ho acquistato un Corsarino ZZ del 1971 e ho deciso di restaurarlo. Pensavo mi esplodesse il cuore dalla gioia, quando l’ho notato in mezzo a tutti gli altri rottami: lo desideravo da moltissimo tempo, ed non mi restava che rimetterlo in sesto.

Di smontarlo se ne è occupato Pierangelo Fedrigo, grandissimo appassionato di motori e per molti anni meccanico di trattori per una nota azienda di Valpolicella di Verona. Abbiamo smontato e revisionato ogni componente, dal motore al carburatore, e poi abbiamo sabbiato e verniciato il telaio. La parte difficile è stata la ricerca del colore giusto per serbatoio ed i fianchetti: abbiamo consultato molti forum, in quanto il suo colore è molto particolare. Non lo volevo assolutamente diverso: l’ho trovato azzurro e di quel colore doveva rimanere. Perché l’azzurro, per me, rappresenta tutto ciò che è limpido e semplice: come il mare, e il cielo.

 

E quanto è durato il restauro del Corsarino ZZ?

Un anno intero, durante il quale ho girato qualsiasi mercatino di mostre scambio alla ricerca del materiale di cui avevo bisogno. Poi, fortunatamente, ho conosciuto il signor Donatini di Ravenna, che mi ha semplificato la ricerca di alcuni pezzi abbastanza pregiati, rendendosi fin da subito disponibile. Dimostrando, nei miei confronti, una gentilezza straordinaria.

La parte più bella di questa operazione di restauro, comunque, è stata quando si è trattato di prendere in mano il pennello, intingerlo di colore nero e cimentarmi nella creazione dei filetti che caratterizzano il serbatoio e i fianchetti laterali. È stato un momento intenso: stavo sancendo in modo indelebile il legame creatosi quel primo giorno in cui l’avevo visto e avevo pensato che fosse finalmente arrivata la mia occasione. Se attaccare gli adesivi si è rivelato meno facile del previsto, ritargarlo non è stato troppo complesso: una volta espletate tutte le procedure burocratiche sono potuta saltare in sella, e l’emozione di quel primo giro la ricordo ancora.

Ricordo le All Star che indossavo, il mio casco con i glitter che luccicava nel sole tiepido di un sabato pomeriggio e le mie mani che tremavano di felicità. Una, due ed alla terza pedalata il Corsarino si è messo a cantare.

Ilaria Gelain ama anche correre in pista. Lo fa ad Adria, in sella al suo Bombardino Moto Morini realizzato da Franco Bergamasco.

Educazione su due ruote

Di cosa ti occupi quando non vai in moto?

Sono titolare ed educatrice del nido Oasi Felice di Verona. Il mio lavoro è molto particolare, e negli anni ho accolto molti bambini, aiutandoli nel loro primo approccio al mondo e nel momentaneo distacco con le figure che per loro sono di riferimento. La gioia che portano nella mia vita è qualcosa indescrivibile: mi sento una parte importante delle loro vite, mi vedo un po’ come un angelo custode che li guida nel cammino della crescita. 

Mi chiamano Iaia Moto e tutte le mattine, quando vedono parcheggiato il mio mezzo nel piazzale, con molta fierezza dicono ai genitori «quella è la moto della Iaia!». Sono sempre stata particolarmente gelosa dei miei mezzi, e difficilmente faccio salire qualcuno, ma ai miei bimbi lo permetto e permetterò sempre. Mi piace vederli accarezzare il serbatoio (le definisco carezze di piuma), adoro vedere riflessi nelle cromature i loro sorrisi ed i loro occhi che osservano ogni particolare. Ogni tanto, e con tutte le dovute attenzioni, li metto a cavalcioni: se inizialmente molti sembrano impauriti, probabilmente per l’altezza, bastano pochi minuti perché inizino a sentirsi completamente a loro agio. Quando acquisiscono disinvoltura, poi farli scendere diventa un’impresa ardua.

 

Nel tuo garage, quindi, contiamo un Corsarino ZZ, un Bombardino e la Morini 3½. La selezione si ferma qui, o possiedi anche altri mezzi?

Il 17 febbraio 2020 ho realizzato un grande sogno, a distanza di un anno dalla prima volta in cui l’avevo provata: acquistare la mia aquila di Mandello, la fantastica Guzzi V 85 TT colorazione giallo Sahara. Il colpo di fulmine era avvenuto a Eicma 2018, dove ero rimasta molto colpita dall’effetto di quel telaio rosso che, secondo me, valorizza moltissimo una moto già elegantissima, e 100% italiana. Dopo aver collaborato – nel marzo del 2019 – a un servizio realizzato in Liguria per la rivista Motociclismo, mi è stato ben chiaro che quella motocicletta era proprio ciò che faceva al caso mio. I più di 800 chilometri percorsi in tre giorni in sella alla Guzzi V 85 TT sono stati la miccia definitiva al sogno di averne una tutta per me. Di quella moto mi erano subito piaciute le grandi prestazioni, ma soprattutto la sensazione di agilità e comodità, nonostante le molte ore trascorse in sella. Anche se la decisione definitiva era già stata presa dopo pochi secondi dalla prima accensione: quella moto moderna aveva lo stesso canto di una Guzzi d’epoca, ed è stato amore al primo chilometro.

Ilaria Gelain con la sua Moto Morini 3½, in occasione del viaggio verso la Costiera Amalfitana.

Cookie il cocker motociclista

Da qualche tempo, però, viaggi su due ruote in modo ancora più particolare…

Viaggio in compagnia, potremmo dire, perché ora nella mia vita c’è Cookie. È un giovanissimo cocker che, fin da subito ma con le dovute precauzioni, ho portato in sella con me. Per ora ci limitiamo a brevi itinerari in zona, dal tragitto casa – lavoro a qualche uscita verso i passi di montagna vicini… ma è un’esperienza speciale. Posizionato all’interno del suo apposito trasportino omologato per questo utilizzo, lui si guarda attorno e si gode il viaggio. E io mi sento molto fortunata a poter condividere con lui questi momenti.

Il non portare passeggeri, per me, è sempre stata una scelta: d’altronde avevo scelto di diventare motociclista per vivere i miei viaggi da protagonista… ma con Cookie è diverso. Quel batuffolo di pelo è ormai parte fondamentale della mia vita, e se mi vede partire senza di lui si mette a piangere. È incredibile come sia intelligente e perspicace: ogni volta che mi avvio verso il garage viene con me, e mi osserva incuriosito mentre sistemo, sposto o accendo le mie moto d’epoca. Dopo il suo giro di perlustrazione, si accomoda a pochi passi da me e mi fa compagnia.

Ilaria Gelain e Cookie, con la nuova Guzzi V 85 TT.

 

Viaggi, moto d’epoca… Ma non solo. Sei molto vicina anche all’universo femminile, e il tuo vuole anche essere un messaggio di empowerment, di indipendenza e autodeterminazione.

Sono fondatrice delle Ladies Scaligere, gruppo che riunisce donne motocicliste di Verona e provincia. Ad oggi contiamo più di 100 membri ed anche se siamo un piccolo gruppo, è bello vedere come il mondo delle donne in moto sia sempre più in crescita, sempre più diffuso, sempre meno una rarità. Durante l’anno ci troviamo per uscite collettive su due ruote, o semplicemente per uscire a cena in modo spensierato. Sono occasioni preziose, che spero siano in grado di richiamare sempre più donne, sempre più partecipanti.

 

Segui Ilaria Gelain sulla sua pagina Instagram!

«Ora apro il mio garage, e sono fiera di avere solo moto italiane!».



 

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