• Menu

L’emozione meno ragionevole

Ho sempre pensato che avere un piano B fosse l’unica certezza della nostra esistenza. Perché mentre tutto intorno il mondo muta, di secondo in secondo, sapere di avere una chance possibile, una via di fuga per ritrovare noi stessi, è qualcosa che mi ha sempre messo a tacere l’anima. Nel brulicare di domande, sapevo che qualcosa su cui contare ci sarebbe stato.

La realtà dei fatti è che non potevo – e non posso accettare di vivere un mondo attraversato da un solo sentiero: voglio camminare, un piede dopo l’altro, e ogni tanto accorgermi che di questo percorso esistono delle varianti. Che sta a noi decidere di intraprendere al momento giusto, sapendo che spesso sono proprio queste ad affacciarsi sui panorami più belli, e sulle altezze più emozionanti.

Nel corso degli ultimi anni ho fatto poche deviazioni, ho proseguito lungo il percorso della fiducia e della costruzione più tradizionale, anche se dentro di me sognavo i tornanti e i salti nel vuoto. I bivi mi facevano battere il cuore e nutrivano il mio spirito: era difficile mettere a fuoco con lucidità che troppe volte il sentiero più battuto mi stava stretto, e che era proprio la possibilità di cambiare ciò che mi faceva sentire viva. Libera di scegliere il movimento e l’incertezza, libera di scegliere l’emozione meno ragionevole invece di ciò che sarebbe stato consigliabile fare.

Insomma, negli ultimi anni la vita è accaduta e mi ha incasellata, fra l’oggi e il piano B. Questo rimaneva sempre fisso sul fondo della retina, nel suo immutato ruolo di sicurezza per lo spirito, mentre tutto il resto si succedeva e io mi convincevo che le deviazioni fossero troppo impervie. Che ci fossero nuvole all’orizzonte e che fosse più sicuro non allontanarsi.

 

Invece, ora, il segreto è davvero allontanarsi.

È fare in modo che il piano B emerga dal fondo e diventi la vita vera. Che non ci sia spazio per i freni tirati e per le paure, che non ci siano i dubbi e i timori degli altri.

Che ogni scelta sia dettata dal cuore e dall’emozione provata nel fare qualcosa, dalla serenità che ne deriva, più che dalla razionalità e dal ciò che è bene.

Perché ciò che gli altri pensano sia adatto all’umanità in evoluzione non è detto che vada bene per me. Per me che sono una creatura che vive di stimoli, fantasie e bellezze da immaginare.

La vita è accaduta fra il passato e l’oggi, e continua ad accadere ad ogni respiro, ad ogni scelta, ad ogni desiderio di cambiamento. Sta a me lasciarla libera di muoversi ma non perdermi. Sta a me non combattere il corso delle cose ma prendere delle decisioni guardando dentro me stessa. Perché quello che voglio davvero merita uno spazio e un tempo, merita un tentativo e la sincerità.

Di accettare il percorso fatto fino qui – fatto di montagne altissime e rovinose cadute -, e di cambiare.

Perché l’emozione meno ragionevole è ciò che spinge il cuore a pompare, e la vita a correre di conseguenza.

Qualche giorno fa mi sono persa nella contemplazione dell’orizzonte, e non ho trovato linee a dividere il basso dall’alto, il mare dal cielo, le possibilità reali dai sogni. La bellezza di quello che stavo osservando era lì, di fronte a me, e custodiva tutte le promesse riposte nel poi.



Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

9 comments