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Travel on a budget: fra Scozia e Regno Unito

Ci sono viaggi che sogni, che pianifichi, attorno ai quali fantastichi senza sosta da un sacco di tempo: la Scozia era uno di questi, e quando ho finalmente trovato il coraggio di partire per il mio secondo viaggio in solitaria ho voluto organizzare il tutto al meglio.
L’obiettivo era godermi il più possibile qualsiasi aspetto della mia esperienza, esercitarmi con la lingua, aprirmi alla conoscenza di persone diverse e, soprattutto non spendere una fortuna.
Un aspetto non del tutto trascurabile, vista la costante limitatezza delle mie finanze, ma che non può e non deve frenare, nei limiti del possibile, la mia inesauribile voglia di movimento e scoperta.

Con il post di oggi, quindi, voglio darvi qualche consiglio per organizzare al meglio il vostro viaggio, dai trasferimenti ai pasti, dal pernotto alla gestione dei documenti.

VOLO

Per la prima tratta del mio trasferimento verso la Scozia mi sono affidata ad un volo Ryanair: il metodo migliore per trovare il volo più conveniente, orientando poi così tutto il resto, è studiare con attenzione la pagina “trova tariffe” nella sezione “pianifica”, sulla barra alta del sito. Grazie all’ordine per prezzo e mese potrete sicuramente trovare il volo più conveniente e adatto al vostro budget.

Io sono partita da Orio al Serio e sono arrivata a Manchester: una scelta dettata dal fatto che, in gennaio, la compagnia lowcost inglese non volava sulla Scozia. Non mi sono arresa, e arrivando per l’ora di cena in UK sono riuscita ad incastrare lo step successivo senza problemi.

QUALCHE CONSIGLIO PER IL BAGAGLIO

Da qualche mese a questa parte, volando con Ryan, non si è più vincolati all’unico bagaglio (ricordate il fatto di dover inserire la borsa personale all’interno del trolley 55x40x20 cm?) e per questo motivo mi sono organizzata in questo modo.

– Uno zaino da 38 litri (io ho un Ferrino Iserée) è il mio bagaglio: se be allacciato e stretto il più possibile alle cinghie sui lati rispetta perfettamente le misure Ryanair.

In questo inserisco i vestiti, le infradito per la doccia, i prodotti beauty (nella bustina di plastica trasparente e, ovviamente, rispettando la regola dei 100ml).

Di zaini simili se ne trovano a bizzeffe anche da Decathlon (questo potrebbe essere perfetto per questo scopo), e sono comodissimi.

– Uno zaino più piccolo (io ho un Simond, comprato sempre da Decathlon per circa 20 euro) che uso quotidianamente per muovermi: sul fondo ripongo la borsa della macchina fotografica e poi incastro bene tutto il resto (guida, taccuino, treppiede, pochette con cavetti e batterie supplementari, notebook…).

Gestendo le vostre cose in questo modo ve la caverete solo con il bagaglio a mano, risparmiando i 50€ necessari per imbarcare una valigia nella stiva.

BUS

Per muovermi in Scozia, non volendo affrontare i costi di un noleggio auto (che potrebbe essere comunque un’ottima soluzione, anche se più dispendiosa) ho tentato l’impresa affidandomi a Megabus, la compagnia regina degli spostamenti su gomma “on a budget”.

(EDIT al 10/06/2018: ora la compagnia è stata rilevata da Flixbus)

Il modo migliore per risparmiare al massimo, usufruendo di questa possibilità, è organizzare i propri spostamenti dall’Italia.

Stendendo una scaletta accurata di tempistiche e luoghi che avrei voluto vedere, sono così riuscita ad acquistare il mio itinerario di viaggio attraverso tutta la parte orientale della Scozia per 34€.

Gran parte degli spostamenti mi sono costati solo 1€: una volta inserite tutte le tratte nel proprio cestino e pagato il biglietto basterà stampare il foglio che Megabus vi manderà via mail e mostrarlo all’autista ogni volta che salirete sul mezzo.

Ogni viaggio avrà il suo codice, che il driver leggerà e spunterà da una lista in suo possesso. Semplicissimo!

 

Costi dei trasferimenti fra le varie città

Manchester – Glasgow: 1€ per circa 5 ore di viaggio

Glasgow – Inverness: 11€, con cambio bus a Perth, per circa 4 ore di viaggio

Inverness – Aberdeen: 1€ per circa 4 ore di viaggio

Aberdeen – Dundee: 1€ per circa un’ora e mezza di viaggio

Dundee – Stirling: 1€ per circa un’ora e mezza di viaggio

Stirling – Edimburgo: 2,50€ per un’ora di viaggio

Edimburgo – Manchester: 11€ per circa 5 ore e mezza di viaggio

 

Un’organizzazione di questo tipo mi ha permesso di risparmiare una notevolissima quantità di denaro: oltre ad avere pagato i trasferimenti in valuta europea (con il relativo tasso di cambio favorevole) mi sono potuta muovere avendo ben presente tappe e tempistiche che hanno aiutata a godermi appieno il ricco programma.

Ovviamente la parte di improvvisazione non è mancata, come ad esempio la volta che, esplorata già tutta la città di Dundee, ho deciso di prendere un autobus e passare una mattinata intera a St.Andrews: in questo caso, imparata la lezione di Inverness, mi ero studiata il sito di Stagecoach e sapevo che i trenta minuti di viaggio per arrivare nella capitale scozzese del golf mi sarebbero costati 8,70£. Un’esagerazione, se pensate ai prezzi ridicoli delle altre tratte!

 

DOVE MANGIARE

Sebbene non siano mancate le occasioni per sedersi in qualche locale caratteristico e gustare i prodotti tipici della zona che stiamo visitando (come ho fatto soprattutto a Glasgow, grazie alla guida del mio host C.J.), durante la mia permanenza nella terra dei kilt ho cercato di gestire nella maniera più accurata possibile le mie finanze ed orientarmi verso i supermercati, più che i ristoranti.

La mia prima esperienza con l’Haggis, a Glasgow, è stata decisamente positiva. Basta vincere lo scetticismo…

 

Appoggiandomi al couchsurfing avevo la possibilità di utilizzare la cucina, almeno a cena, e quindi bastava che prima di rientrare a casa mi fermassi da “Co-operative Food” o “Tesco” per comprare qualcosa da cucinarmi la sera e qualcosa per fare colazione la mattina.

Per pranzo mi compravo dei sandwich, della frutta, qualche dolcetto – tanto ero in movimento, non avrei avuto modo di mettermi ai fornelli -: così facendo le spese si sono ridotte drasticamente e, più o meno, è come se non avessi mai lasciato l’Italia!

Anche “Greggs” è un’ottima soluzione quando si parla di pranzare al volo e con poco: panini salati e roll sono una vera goduria!

 

DOVE DORMIRE

Ora veniamo alla parte interessante dell’organizzazione, e cioè il pernotto: volendo vivere un’esperienza quanto più totalizzante possibile ho deciso di affidarmi al couchsurfing.
Solo in un caso mi sono appoggiata ad un ostello, ad Edimburgo, a causa della cancellazione di un host: poco male, anche in quel caso ho trovato un’ottima soluzione.

Il “Phoenix Hostel” è una struttura molto bella e pratica: consigliatissimo!

Vivere a stretto contatto con le persone che ti ospitano richiede una buona dose di capacità di adattamento e voglia di condividere: due aspetti che credo siano indispensabili per qualunque viaggiatore che voglia godersi davvero l’esperienza lontano dalla propria realtà quotidiana.

Qualche consiglio per vivere al meglio l’esperienza in COUCHSURFING

– Essere ospitati in una casa altrui è un gesto generoso: in tutte quelle in cui sono stata ho cercato di sdebitarmi in qualche modo. Come? Io, ad esempio, facevo trovare piatti e cucina puliti se ancora non era stato fatto, magari dopo un pasto, dai padroni di casa. Trovo sia un gesto sempre apprezzato: dimostra il nostro interesse ad essere parte della vita dell’appartamento.

Per questo motivo consiglio di non lasciare mai i nostri piatti sporchi nel lavello: siamo sì parte della vita della casa, ma dall’altra non dobbiamo dimenticarci di essere ospiti discreti. Stesso discorso vale per le nostre cose: teniamole compatte e in ordine, e rifacciamo il divano/letto nel quale abbiamo dormito.

– Proponete al vostro host, se gli orari sono compatibili, di cenare insieme: decidiamo cosa mangiare, facciamo la spesa (noi o insieme) e cuciniamo. Tra un peperone ripieno e l’altro, ad Aberdeen, ho conosciuto davvero chi mi aveva aperto la porta di casa.

– Infine il vero mantra del couchsurfer: essere flessibili alle case e agli spazi degli altri, rispettando sempre le cose di chi ci offre la sua ospitalità.

 

E infine due cose importantissime, che è bene non dimenticare quando si viaggia OLTREMANICA

– Quando si sale e si scende dal bus è buona cosa salutare il driver che ci ha scortati lungo il nostro tragitto: lo fanno tutti, non facciamo i soliti italiani maleducati!

– Ricordarsi di spostare gli interruttori delle prese su ON: non fate come me, che ho tenuto attaccato il PC per ore senza che si caricasse minimamente…

 

E voi avete mai viaggiato in solitaria in un paese estero? Quali sono state le vostre esperienze? Sono curiosissima.

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