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5 cose imparate alla prima gara di Campionato Italiano Motorally

Sembra ieri che caricavo il furgone, lo accendevo e mi mettevo in marcia per raggiungere Graffignano (in provincia di Viterbo) per la prima e la seconda prova del Campionato Italiano Motorally.
In realtà è passata una settimana da quella giornata (e dalla notte, quella antecedente alla prima prova, durante la quale ho dormito a sprazzi), e in questo articolo voglio raccontarvi le 5 cose che ho imparato alla mia prima gara di Campionato Italiano Motorally.

1. Posso tutto

La prima cosa che ho imparato alla mia prima gara di Campionato Italiano Motorally  è che posso veramente tutto. In realtà non avevo mai nutrito nella testa reali dubbi che non potessi arrivare in fondo, anche se ora, ragionandoci, mi rendo conto di quanto mi sminuissi confrontandomi con persone che avevano già fatto questo percorso. Se qualcuno mi faceva notare quanto quello che sarei andata ad affrontare sarebbe stato complesso – e forse più complesso di quanto non credessi – automaticamente io dimenticavo la sicurezza, e rispondevo ai loro dubbi dicendo che avrei provato ad arrivare in fondo. Che certo, era complicato, ma finché non ci avessi provato non l’avrei mai potuto sapere. Come se volessi adeguarmi alla loro credenza che non avessi abbastanza capacità, o esperienza, per arrivare alla fine di ogni prova. Era sicuramente la mia parte inconscia ad agire, ma questa prima prova è servita anche a questo scopo: a portare luce sull’inconscio, facendo primeggiare il conscio. Farò in modo di non commettere più lo stesso errore.

motorally

2. Riscaldare la moto a dovere

La seconda cosa che ho imparato in questa occasione è stata sicuramente quella di prestare maggiore attenzione alla fase di riscaldamento della moto. Perché sebbene me lo avessero detto, all’inizio della seconda prova ho tralasciato questo aspetto – forse per l’emozione – e mi sono trovata in una situazione decisamente poco piacevole. A pochi metri dalla partenza, infatti, la moto si è spenta e non c’è stato verso di farla ripartire. Così l’ho dovuta spingere a bordo strada, cambiare la candela al volo e poi correre in trasferimento, con il rischio di arrivare in ritardo al primo C.O. e facendo una figuraccia davanti a tutti (argh). Che mi sia di monito!

3. Dritta per la mia strada

Non è per niente facile, soprattutto quando sei una neofita in un mondo di persone molto più esperte di te, ma una delle lezioni per me più importanti di questa prima esperienza al Campionato Italiano Motorally è quella di chiudere i canali agli altri piloti, e di proseguire serena per la mia strada. Senza farmi spaventare da chi mi sorpassa, o restando con i sensi sempre all’erta. Il fatto che fossi estremamente sul chi va là nei confronti degli altri partecipanti, a volte mi ha messo in difficoltà, o infilato in situazioni scomode senza che ce ne fosse la necessità. Nel video capirai cosa intendo 🤣.

4. Gli automatismi vengono con il tempo, e l’esperienza

Un’altra cosa per me complessa da mettere a fuoco è la consapevolezza che anche le persone che ammiriamo di più, nella nostra disciplina, siano passate esattamente dalla fase nella quale siamo ora. Non so perché il mio cervello fatichi a realizzarlo, ma è come se vivessi con la sensazione costante di essere incapace nelle cose che mi piacciono perché, spesso, queste non mi vengono bene al primo colpo. In realtà, però, quanto è sciocco credere che le nostre passioni debbano per forza risultare in un successo senza fatiche?
Per me molto, e quindi le occasioni come questa servono a ricordarmi – non senza un gran lavoro mentale – che sono solo l’esperienza, l’impegno, la dedizione e la caparbietà a portare lontano e a far riuscire bene.

Hai mai sentito parlare della teoria delle 10.000 ore?

5. Un’occasione più unica che rara

Il weekend della prima e seconda prova del Campionato Italiano Motorally l’ho trascorso continuando a ripetere nella mia testa «ma quando mi ricapita?». Perché la verità è che eventi come questi sono occasioni straordinarie per scoprire luoghi che altrimenti risulterebbero inaccessibili.
Allora meglio farne il pieno, di bellezza, perché le occasioni magari non si ripresentano ed è saggio assaporare ogni esperienza fino all’ultimo istante.

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