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Workshop “Storytelling e fotografia di viaggio”

Se diventeremo viaggiatori migliori sarà anche grazie a te, Livio.

Sarà grazie alle tue esperienze ai margini del mondo, sotto le bombe, fra gli orrori ai quali ancora, dopo tanti anni, si fatica a dare un nome.

I due giorni, intensissimi, di workshop a Traversella sono stati un’immersione completa nella storia, nella fotografia, nella vita e nelle persone: abbiamo avuto modo di conoscere la tua esperienza sul campo e fare nostri alcuni preziosi consigli.

Che sono sicura mi saranno utili per le strade del mondo, durante i miei viaggi, per dare una possibilità in più alla mia eterna sete di narrazione, alla mia voglia mai placata di fotografare il mondo e conoscerlo fino in fondo, nelle sue bellezze e nei suoi drammi.

Durante le 48 ore di corso, immersi nella quiete di un paese che sembrava essersi stretto in religioso silenzio attorno ai grandi temi che stavamo affrontando, abbiamo conosciuto un uomo e abbiamo conosciuto il dolore. Abbiamo pianto ma soprattutto abbiamo imparato.

“Storytelling e fotografia di viaggio”: questo è il titolo che abbiamo dato alla nostra esperienza, anche se sappiamo perfettamente di essere andati ben oltre. Abbiamo snocciolato punti pratici – ad esempio come affrontare la logistica di un viaggio di scoperta e comprensione, come muoversi sul terreno, a chi fare riferimento – ma ci siamo soffermati anche molto su quello che è stato, sulla tua esperienza e su come, per fortuna o per maestria, hai saputo affrontare alcune situazioni terribili. Come hai saputo muoverti da giornalista e da uomo: un esempio dal quale abbiamo sicuramente tratto tanto, tantissimo, e che mi accompagnerà sempre.

Con te abbiamo anche parlato del “post viaggio”, del mondo dell’editoria, di quel marasma di caos e storie nel quale da tre anni a questa parte mi ritrovo a vivere, tentando ogni giorno di stare a galla. Da te abbiamo imparato la decisione dettata dalla passione e dai sogni, a presentarci di persona, agguerriti ma armati solo di verità da raccontare. Grazie a te abbiamo capito che il nostro lavoro, se fatto con reale convinzione, vale qualunque sforzo, qualunque sacrificio, qualunque ferita.

Abbiamo compreso che la vita è fatta di scelte spesso dolorose, ma anche che il nostro presente è un continuo cambiamento, una continua sfida fatta di speranze e buona volontà. E di voglia di esserci.



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